Carnevale Faenza


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Cos'è la Festa di S. Lazzaro in Borgo


È un carnevale con caratteristiche simili a tanti altri dove si assiste a sfilate di carri allegorici, giochi ed intrattenimenti vari, ma conserva un significativo valore storico di solidarietà e di volontariato. Genitori e ragazzi delle scuole del Borgo, lavorano tenacemente per tutto l'inverno nella costruzione dei carri, superando mille difficoltà a partire dalla logistica che nel territorio non dispone di capannoni adeguati, alle risorse finanziarie che si affidano all'offerta volontaria dei singoli aderenti per reperire il materiale necessario, fino alla mano d’opera che impegna il poco tempo libero che rimane della vita quotidiana, per dar sfogo ad una sfrenata allegria durante la giornata della festa. Così pure il COMITATO S. LAZZARO, organizzatore della manifestazione, è costituito da un gruppo di volontari, che promuove iniziative di aggregazione fra le realtà sociali del Borgo e non solo, collabora con l’Amministrazione Comunale nella gestione di soggiorni per anziani al mare durante il periodo estivo, esposizione di Presepi, mostre culturali e convegni. La parola carnevale, quasi certamente, deriva dal toscano antico carne levare riferita al giorno precedente la Quaresima in cui è prevista l’astinenza dal cibarsi di carne. Successivamente la tradizione si è allacciata ad innumerevoli riti popolari durante la stagione invernale che limita le attività all’aperto favorendo una più intensa vita sociale. In epoche più recenti si è passati al termine “mascherata carnevalesca” attribuito soprattutto agli inventori di strambotti che venivano cantati per le strade da brigate di giovani ed indirizzati alle donne. Nei carnevali moderni invece l’esplosione di gioia e l’uso della maschera sono l’espressione di distensione ed evasione conciliata anche dal ritorno di maggior luce dopo i grigiori dell’inverno. La Festa di S. Lazzaro, si svolge ogni anno due settimane prima di Pasqua ed è sicuramente la più impegnativa per il Comitato, sia per la preparazione di tutte le manifestazioni collaterali che per il mantenimento delle tradizioni umanitarie che rappresenta fin dall’antichità quando i faentini in questo giorno si recavano al Lazzaretto (ricovero per lebbrosi) sulla via Emilia adiacente alla chiesa di S. Lazzaro per offrire tortelli e sapa (saba) ai degenti al fine di distrarre, sia pure per breve tempo, le loro sofferenze. Nel rispetto di questa tradizione umanitaria, il Comitato S. Lazzaro in Memoria di Giovanni Vanni ideatore di questa festa, devolve una donazione in beneficenza ed ai Volontari del Soccorso e Pionieri della CRI. Il tortello, da non confondere con tortelli, tortellini o tortelloni, è un dolce tipico del faentino unico ed inimitabile, come pure la sapa, vino prodotto con un particolare procedimento tramandato di generazione in generazione. Questi due ingredienti sono sufficienti a giustificare i disagi di uno spostamento anche di diversi Km per partecipare al tradizionale appuntamento della Festa di San Lazzaro in Borgo.
Considerando poi le tante e ben allestite manifestazioni collaterali presenti in calendario, il divertimento è assicurato!



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